Facciamo i conti



Il mese di ottobre, oltre a essere il mese in cui termina la vendemmia, si svolge L’Eroica, l’Ecomaratona e – evviva – la Benfinita, è anche il mese delle uscite delle guide. Ormai sono diventate tante, contrariamente a tempo fa: oltre alle classiche dedicate ai ristoranti generici, ci sono quelle specifiche sulle trattorie, sulle osterie, sugli agriturismo, e poi, quelle di più recente ideazione sui bar, sulle pizzerie; ma le guide che per noi ricoprono il ruolo di maggiore interesse, senza nulla togliere a quelle precedentemente citate, sono le guide rivolte al vino.

Ebbene, proprio nel mese di ottobre, gli eventi di presentazione, con relativi conferimenti di punteggi e riconoscimenti, si concentrano, benché la grande Rossa, la Michelin, chiuda la stagione, facendo da sempre la sua presentazione a novembre.

Appena sabato scorso è stata la volta dell’AIS che ha insignito il nostro Historia Familiae 2015 del massimo riconoscimento, le 4 Viti, mentre il sabato precedente, il turno di Daniele Cernilli: un bel faccino Doctor Wine con 95/100 al nostro Colledilà 2015. E molto altro ancora.

Non desideriamo però fare un semplice elenco dei premi, dei punteggi e tirare le somme, fare i conti, come annunciato nel titolo del post odierno: desideriamo invece condividere con voi, affezionati lettori, una piccola riflessione proprio sui succitati punteggi, voti. A volte, anzi molto spesso, se non addirittura sempre, abbiamo pensato ai nostri vini come fossero le nostre creature che si affacciano al mondo e che vengono giudicate, un po’ come accade ai bambini che iniziano ad andare a scuola e incontrano le loro maestre, e allora succede che iniziano a fioccare voti mirabolanti di cui ogni genitore è fiero e orgoglioso. Però accade anche che ci siano dei piccoli incompresi, e allora i voti e i “bene, bravo, bis”, non arrivano, sebbene ogni genitore sappia quanto grande sia il proprio piccolo.

Ecco, ci piaceva condividere con voi queste poche righe di riflessione perché, se è vero che i 100 punti e le medaglie facciano un enorme piacere, è anche vero che faccia piacere pensare che le proprie creature possano essere dei tesori nascosti e che, anche se ancora non ne sia stato riconosciuto il valore, ognuno di noi sa che il valore reale è immenso, e che la semplice addizione non determina la grandezza della tal creatura, del tal vino.

Così, tanto per condividere anche quella parte di Brolio più intima e riservata.

A presto